Racconti Stra-Lunati

Io sono Buzz

Chi è stato il secondo uomo a mettere piede sulla luna? E perchè non è sceso per primo lasciando gloria e fama a Neil Armstrong? Lo abbiamo chiesto ai ragazzi della 4B del Liceo Agnoletti di Campi Bisenzio che dopo numerosi anni di ricerche e indagini ci svelano la verità. Qua sotto trovate tutto quello che la NASA non vi racconterà mai, buona lettura!

Il tradimento di Giorgia
Finamente dopo un lunghissimo viaggio siamo arrivati! Dopo tanti sacrifici e tanta fatica ci siamo riusciti: siamo sulla Luna.
Si apre il portellone, solo pochi passi e saremo su quella superficie mai calpestata fino ad ora. Vorrei essere io a scendere per primo ma quel farabutto di Armstrong mi ha rubato il posto. Lo lascio andare facendo finta di fargli qualche foto come la N.A.S.A. ci ha ordinato, appena mi da le spalle però la calpesto così che non ci sia nessun ricordo di lui! Sono geloso!
È arrivato il mio momento, molto lentamente e con molta agitazione faccio io mio primo passo. Che terrore, quel terreno così deserto mi mette ansia..ops..mi sa che me la sono fatta sotto..
Corro, o almeno ci provo, da Armstrong, anche lui é impaurito ed un po’ deluso da quello che abbiamo visto! Decidiamo insieme di rientrare nell’astronave e di raccontare ciò che ci è realmente accaduto.
Dopo varie interviste vengo a sapere che solo io sono stato licenziato….che traditore!

Rocce lunari di Matteo
Che cos’è questo rumore?Una strana struttura piena di lucine sta venendo nella mia direzione.Finalmente arriva qualcuno,chi sarà?
Ecco ecco, la porta dell’astronave si sta aprendo lentamente, ed uno strano individuo é uscito da quella strana struttura, vestito tutto di bianco con la scritta “AMSTRONG” stampata dietro al suo casco. Si dirige nella mia direzione…prendimi, ti prego! Portami via da questo posto così triste e desolato, portami con te, i tuoi simili ti ringrazieranno, un pezzo di roccia proveniente dalla luna non ce l’hanno in molti sul tuo pianeta. Uffa, questo “AMSTRONG” é sordo! Aspetta, sta arrivando un altro individuo, identico al precedente, l’unica differenza è la scritta dietro al casco,”BUZZ”.
Ehi tu, prendimi, sarò la tua fortuna. Il tizio forse mi sente, sta venendo proprio verso di me. Ecco, si sta chinando e oplà, mi ha preso…ahhh, il mio incubo é finito, sono ora in una sacca sull’apollo 11, pronto ad una nuova vita.

Nemmeno fosse il primo uomo sulla luna di Sara 
È buio. Pensavo ci fosse più luce sulla Luna. Dalla Terra è tutta bianca. Che bravo uomo di scienza che sono.
Avevo comprato un quadernino per annotarci qualcosa, ma i guantoni imbottiti non me lo permettono.
Ho fame.
Il viaggio è stato troooooppo lungo. Con le nuove tecnologie, qualche centinaia di migliaia di chilometri si sarebbero dovuti fare in 5 minuti. 10 to’.
Neil è riuscito ad uscire prima di me. Che testa a pinolo. Ma mi vendicherò, caro il mio americanello, mi vendicherò.
“Ohi Ni’, mi s’è sfasciata la macchina, falle tu le foto”. Magari così divento più famoso io di lui, ahah. Buzz burlone.
Ma guarda come ci si impegna poi, nemmeno fosse il primo uomo sulla luna.

Il vero primo uomo sulla luna di Elena 
Eravamo in quattro, io, Amstrong, Aldrin e Collins.
Dopo un lungo viaggio arrivammo finalmente a destinazione, l’Apollo 11 era atterrato in un punto dell’universo che nessuno aveva mai visto e in cui nessuno aveva mai camminato. Appena la navicella toccò la luna io premei il bottone rosso, sapevo che al più presto sarei stata in stretto contatto con essa. Fui la prima a camminare su quel luogo sconosciuto . La polvere sotto i miei piedi si alzava mentre camminavo per poi riposizionarsi lentamente al suo posto.
Non dissi niente, i miei tre amici, per la paura, rimasero nella navicella a guardarmi . Adesso sono qua, loro se la sono svignata sulla terra,mi è giunta voce che raccontano fandonie su quel che in realtà è la mia avventura, riuscirò mai a dire anche la mia e a dargliela vinta a quei tre fifoni?

Pisolino spaziale di Giulia
L’apollo 11 aveva toccato il suolo lunare, il primo a scendere fu Armstrong con la sua celebre frase: “Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”
Si certo, come no ! Come se non si sapesse che questa è una frase che ti stavi preparando, da quanto? Due anni ?
E cosa fa adesso la gente ? Ovviamente si ricorda del primo uomo sulla luna e snobba completamente me! Certo tu vai a dire che hai fatto le tue belle ricerche, hai preso i tuoi sassolini, ma mica che hai dormito come un ghiro! Ma ricorda che se non fosse stato per la tuta e per il casco ti avrebbero sentito russare anche dalla Terra!
Ma sai una cosa, mio caro primo uomo sulla luna? Sono fiero che la gente di ricordi di te e non di me. Io ho raccontato la verità, non ciò che la gente si voleva sentir dire. Io ho raccontato il terrore che ho provato, le cose che ho veramente fatto, e se questo è il prezzo che devo pagare va bene così.
Ma si sa la gente infondo preferisce vedere un eroe che sbarca sulla luna invece di un vero uomo.

Meravigliosa desolazione di Elisa 
Quanto buio! Sono appena sceso dall’astronave.
Armstrong è già sceso da venti minuti e ha detto la sua frase, preparata da mesi, ma alla fine cosa vuol dire?! Cosa dice della luna?!
“Che meravigliosa desolazione!”
Questo si che descrive cosa c’è qui.
Devo cominciare con il mio lavoro. Ma avrà fatto abbastanza quell’altro e poi ho sonno.
Come sembra calmo, io me la sto facendo sotto…letteralmente.
Armstrong sarà ricordato come il primo uomo sulla luna, io per qualcosa di più importante e Collins come il primo ad essere escluso nello spazio. Insomma, tutti ricorderanno solo il primo nome.
Dovrei mettermi a fare foto, ma mi fa fatica! Che le faccia il primo uomo le foto! Io voglio farmi un giro.
Finalmente, dopo mezz’ora si è accorto di non essere solo, che sono sceso anch’io. Mi dice che dobbiamo iniziare a raccogliere campioni e fare foto.
Ma cosa ha fatto in venti minuti? Ha guardato se riusciva a vedere casa sua da qui? O ha cercato l’interruttore della luce?!
Se tornassimo indietro gli farei lo sgambetto e uscirei per primo!
Finiamo di prendere campioni di terra desolata e pietre tutte uguali, mettiamo lo specchio per misurare la distanza dalla terra, le medaglie dei due Russi e la bandiera degli Stati Uniti.
Per quanto mi riguarda può bastare. Decidiamo di tornare all’astronave. Mi diverto come un bambino a saltare sulla luna.
Siamo rientrati finalmente…bene ora posso addormentarmi, tanto ci penserà lui a inventarsi qualche bella storia.

Briscola lunare di Alice 
Apollo 11 atterra sulla luna. Armstrong rimane 10 minuti a contemplare il portellone della navicella, non riuscendo a trovare il coraggio per scendere. Nel frattempo la N.A.S.A. chiede all’astronauta, via radio, cosa stesse aspettando. Armstrong risponde con finta disinvoltura, dicendo che l’atterraggio ha avuto delle complicazioni ed ha richiesto più tempo del previsto. Aldrin propone al collega una partitella a carte per alleviare la tensione… Le carte volano e ciò rende il gioco un po’ difficile, ma alla fine Armstrong scende dalla navicella e dice il frasone: “un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”. Aldrin che doveva scendere per secondo pensa “ma guarda quel buffone, si è cagato in mano fino ad ora ed adesso fa il mito con il resto del mondo. Quando torniamo sulla Terra ci penso io a smontarlo quello lì!

BLA BLA BLA di Sara 
Credete, credete a tutto ciò che il mio caro amico Amstrong continua a ripetere: ” l’esperienza sulla Luna rappresenta un innegabile progresso per l’uomo, noi stessi astronauti siamo cresciuti ed abbiamo contribuito a far progredire le ricerche scientifiche. In quelle tre ore sul suolo lunare abbiamo potuto prelevare campioni, analizzare ciò che abbiamo trovato e fare anche dei veri e propri esperimenti e BLA BLA BLA” , si certo, come no; poi siccome non eravamo né stanchi né affaticati abbiamo iniziato a correre per vedere le differenze rispetto alla Terra, abbiamo montato una piscina per vedere se riuscivamo a nuotare ma l’acqua non é rimasta nella vasca e già che c’eravamo abbiamo iniziato a scavare e a scavare per vedere di trovare forse qualche reperto archeologico… Ahahha. Credete pure a tutto ciò, però quello che vi posso dire é che io, arrivato lì, non ho retto dalla paura e dopo essermi bagnato tutto ( immaginare vi voi di cosa), mi sono pure addormentato.

Sai icchè fo di Marco 
mi butto o non mi butto?
Vai prima te Armstrong, cosi se succede qualcosa me la squaglio. L’americano si lancia sulla luna e non succede nulla di che. Dovevo essere più coraggioso, adesso non mi caca più nessuno. Sai icchè fo un po’ i fenomeno cosi non faccio la figura del banale. Prima marco il territorio, poi un pisolino sotto le gigantesche stelle che circondano la luna. Basta, da oggi vivró senza paure, senza freni, guidato dall’istinto e dal cuore.

 

Tutti i racconti sono stati scritti durante il laboratorio POST, un Progetto della Cooperativa Macramè con il sostegno di Regnione Toscana e Comune di Campi Bisenzio

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